Arcadia è il ricordo ormai sbiadito dei luoghi urbani antichi: spazi speciali, magici, identitari unici in termini di relazione e condivisione della cultura collettiva nella città classica. Ma l’arcadia qui rappresentata, di quella potenza vitale e antropologica non ha più nulla. E’ una post metropoli, un concentrato di solitudini, un magma che sta omologando il tutto. Una città che non ha più bisogno di spazi di raccolta, di incontro, di diffusione culturale, perché essi sono rimandati ad altre sfere, sempre più astratte e virtuali. Un non luogo urbanistico, uno di quegli spazi dell’anonimato, oggi giorno sempre più numerosi e frequentati da individui simili ma soli.